Geni a tre anni? Per carità!

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In America, a Filadelfia, è nato e opera ormai da qualche anno il «Better baby institute». Poteva mancare, in questi tempi confusi, un «Better baby institute»? Si tratta infatti di una scuola dove le mamme che desiderano avere dei figli geni imparano a stimolare, con opportune procedure, i loro pargoli fin da quando sono lattanti. Mat.ematica, lettura, musica, pittura, ginnastica, elementi di storia, di geografia, di letteratura, di chimica, di anatomia, nulla viene risparmiato a bambini di  pochi mesi, o addirittura di i pochi giorni, da queste genitrici assatanate che dal «Better baby institute» hanno ricevuto il diploma di «madre professionale». Così questi superbambini pronunciano la prima parola a quattro mesi, trotterellano a sette, nuotano a nove, parlano a diciotto e, proseguendo la loro corsa alla conoscenza, a due anni leggono correntemente, parlano due lingue, corrono un miglio senza fermarsi. A due anni e mezzo addizionano, moltiplicano, sottraggono, dividono. A tre anni scrivono e giocano servendosi delle tastiere di un computer. A quattro anni studiano l'algebra e la geometria. E da un violino o da un pianoforte traggono concerti di Bach o di Mozart. Il fondatore del «Better  baby institute», Glenn Doman, un fisioterapista, dice che è l'ora di finirla con i vecchi dogmi e la trita storia dei bambini che son bambini e vanno trattati da bambini. «Le possibilità del cervello», afferma, «sono infinite. Noi utilizziamo solo una piccolissima parte dei mille miliardi di cellule che lo costituiscono. Ed è tra zero e tre anni che quel che conta del cervello si sviluppa. L 'insegnamento precoce apre delle porte che altrimenti resterebbero chiuse per sempre». Inutile aggiungere che le teorie di Doman han trovato in America migliaia di proseliti e che scuole del tipo del «Better baby institute» sono state aperte a New York, a Boston, a Dallas, a Los Angeles. Sento, per dirla con le parole di Baudelaire, «passare su di noi il vento dell'ala dell'imbecillità». Già questa società, per come è conformata, per la violenta intrusione nella nostra vita della tecnologia e del sistema dei mass media, ci ruba ampie fette di fanciullezza e di spensieratezza, facendo dei nostri ragazzi degli adulti anzitempo, dei vecchi bambini. Ma evidentemente nemmeno questo basta più; adesso si vuole andare a saccheggiare anche l'ultimo orticello rimasto al riparo della scellerataggine dei tempi, quello della primissima infanzia. Tutte le civiltà, anche le più barbare, anche le più disperate, hanno rispettato i bambini nei loro primissimi mesi e anni di vita. Il bambino è sempre stato sacro e la violenza sul bambino è sempre stata sentita come un orribile misfatto. Tocca alla società moderna, democratica, tecnologica viola,re anche quest'ultimo tabù. C'è di che esserne fieri. Poco importa se questi bambini, violentati psicologicamente, costretti ad essere adulti troppo presto, soffrono, a soli tre anni, di depressione e di «anoressia mentale », come ha documentato la «American academy of child  psychiatrists», e se un milione di bambini americani ha tendenze suicide. Un figlio «super» vai bene qualche rischio. Ma l'educazione precoce di questi piccoli geni allevati pavlovianamente non è solo immorale e pericolosa, è antiscientifica e controproducente rispetto agli stessi fini che vuoI perseguire. L 'uomo è infatti, di tutti gli animali, quello che apprende più lentamente. Un gatto, una scimmia, un cane, imparano immediatamente tutto ciò che serve loro per l'esistenza e la sopravvivenza e diventano autosufficienti in pochissimi giorni. Il cucciolo dell'uomo è quello che più a lungo rimane tale, che dipende dai genitori per moltissimi anni, che si affranca più tardi. Ma è proprio grazie a questa lentezza che un uomo non è un gatto, ma un animale superiore. Perche ha tempo di far sedimentare le cose che apprende, di assorbirle, di introiettarle, di impadronirsene nel profondo per poi utilizzarle al momento opportuno. E non è nemmeno un caso, credo, con buona pace delle femministe, che fra un bambino ed una bambina sia, in genere, la seconda la più svelta, la più precoce, quella apparentemente più intelligente e che poi questo rapporto si riequilibri o addirittura si inverta (In genere, naturalmente) quando dall'infanzia dall'adolescenza si passa all'età adulta. L 'insegnamento precoce non è quindi solo una violenza sul bambino, una rapina della sua infanzia e della meravigliosa età dei giuochi, ma è anche un metodo sicuro per creare, dopo le fiammate iniziali, degli adulti mediocri oltre che infelici. Ma tutto ciò che importa? Business is business, gli affari sono affari. In America due allievi di questo signor Doman hanno lanciato un programma di corso di «insegnamento precoce» su  videocassette che si é diffuso In tutti gli Stati Uniti mentre nella primavera scorsa è stata aperta la prima catena di negozi per superbebè: «Vi si possono trovare» riferisce Panorama «oltre ai libri di Glenn Doman, personal computer, ministrumentj di musica, vestiti e vitamine, ma nessun giocattolo perché, secondo Doman, “non servono a un gran che, sono per lo più stupidi e sono stati inventati con scopi puramente commerciali”». Che faccia di palta. * * * Nei giorni scorsi la Camera ha approvato la nuova legge contro la violenza sessuale. Si tratta di una buona legge che considera la violenza sessuale non più un reato contro la morale ma contro la persona, che abolisce la differenza fra lo stupro e gli atti di libidine violenta, che eleva le pene per questo tipo di reati e che introduce la nuova fattispecie delittuosa del reato di violenza di gruppo, un tipo di aggressione particolarmente odioso e in continuo aumento, prevedendo pesanti pene che vanno da 5 a 12 anni. Insomma sono stati posti i presupposti perché la violenza sessuale sia giudicata con la severità che merita e non una «ragazzata» come troppe volte è stata considerata in passato, complice una cultura che vedeva nella donna un oggetto da preda. Più controversa è la norma che elimina Ia necessità della querela di parte e dispone la perseguibilità d'ufficio per questo tipo di reati. Proprio perché la violenza sessuale è stata tolta dalla dubbia rubrica dei reati contro la moralità pubblica e inserita in quella dei delitti contro l'individuo sembrerebbe molto più logico e giusto lasciare a questi la scelta se perseguire o meno il o i responsabili. È  vero che altri delitti  contro la persona, per esempio il sequestro, sono perseguibili d'ufficio, ma perché si tratta di fattispecie in cui l'interesse pubblico alla punizione dei responsabili prevale su quello privato, mentre mi pare che nei reati di violenza sessuale, che colpiscono la sfera più intima e riservata di un individuo, sia vero il contrario e che la persona offesa abbia il diritto di regolarsi come meglio crede, Per lo stesso motivo ha fatto benissimo la Camera a bocciare l'articolo che prevedeva la possibilità della costituzione di parte civile da parte dei movimenti femministi, bocciatura che ha provocato la furibonda reazione delle sinistre che han finito per votare contro una legge che esse avevano proposto. Non si capisce infatti a che titolo i movimenti femministi possano pretendere di rappresentare tutte le donne e inoltre quale diritto abbiano a portare nel processo le proprie ideologie alle quali la parte offesa può essere estranea o addirittura contraria. La costituzione di parte civile di gruppi o movimenti che non rappresentano che se stessi si risolverebbe in un' ulteriore prevaricazione ed esautorazione della vittima, considerata, ancora una volta, come un oggetto di dispute altrui e non come soggetto di diritti propri. Purtroppo l'esperienza di questi ultimi anni sembra non aver insegnato niente alle sinistre che continuano a  credere ciecamente che il singolo debba essere sacrificato, sempre e comunque, al collettivo, il privato al pubblico, l'individuo alla massa.

 


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