You are here:   Home Archivio storico 1991 A forza di «buon cuore» il governo italiano dovrà rimpatriare gli albanesi

A forza di «buon cuore» il governo italiano dovrà rimpatriare gli albanesi

Stampa PDF

A marzo, in uno dei suoi Show dove aveva invitato un centinaio di quei 25 mila albanesi che erano appena sbarcati a Brindisi, Maurizio Costanzo lodò il buon cuore, la generosità. lo spirito di solidarietà con cui gli italiani, se non i loro governanti, avevano accolto gli sfortunati fratelli dell'altra sponda dell' Adriatico, mentre la ricca Svizzera aveva grettamente respinto anche quei pochi che si erano presentati alle sue frontiere come, del resto, è solita fare con qualsiasi immigrato che non sia in regola con le leggi elvetiche. Dissi, allora, a Costanzo che i risultati di quell'«anima e core» si sarebbero visti presto. La scorsa settimana il governo italiano è stato costretto a rimpatriare 400 albanesi ricorrendo a un trucco da ladro di polli: ai profughi, blindati in un traghetto con gli oblò oscurati. è stato tenuto nascosto che li si stava riportando a Durazzo. E, a quanto pare, devono ancora ringraziare di non essere stati presi a fucilate se è vero che il ministro della Difesa Rognoni ha graziosamente dichiarato: «Non spareremo sulle navi dei boat-people». Cinismo del governo in contrasto con i sentimenti del generoso popolo italiano? Niente affatto. Dalla Puglia, dalle Marche, dalla Liguria vengono segnali inequivocabili che la gente non ne può già più degli albanesi: son dei fannulloni -si dice- dei lavativi, pretendono che a pulire i loro campi e i loro cessi siano gli italiani. Questo è ciò che inevitabilmente succede quando si confonde la cialtroneria con il buon cuore. In Svizzera saranno anche gretti, ma quando permettono ad un immigrato di varcare i loro confini ciò vuoi dire che gli hanno trovato un lavoro e una casa, che hanno ricevuto garanzie e ne hanno fornite. Noi non solo non siamo stati in grado di garantire agli albanesi alcunché, ma col nostro atteggiamento irresponsabile abbiamo incoraggiato altri disperati a tentare l'avventura. Tanto che, nonostante il governo faccia adesso il muso duro, altre zattere e altri boat-people sono segnalati in arrivo. Bisogna dire però che alle radici di questa tragedia non c'è solo la nostra balordaggine. Gioca anche, e soprattutto, la miscela esplosiva che si crea quando due modelli di vita così diversi e sperequati vengono improvvisamente in contatto. Si dice che gli albanesi fuggono dal loro paese per fame, perché sono allo stremo. Ma non è vero. In Albania la fame non c'è (basta guardarli, questi profughi: han l'aria robusta e sana d'ogni razza contadina); in quanto alla situazione del paese non è peggiore di quella che c'era durante il regime comunista. Se gli albanesi hanno saputo vivere la propria condizione di poveri, ma non di miserabili, per 46 anni, perché adesso non riescono più a tollerarla al punto da essere disposti a tutto, anche a rischiare la vita, pur di lasciare il loro paese? Perchè dopo aver visto, attraverso le televisioni, il nostro modello non sono più in grado di accettare il loro ora che la ritrovata libertà politica gli consente di varcare i confini. Dove prima vivevano tranquillamente la loro povertà adesso sono presi da una frustrazione e una smania che gli avvelena l'esistenza. Quello che in Albania è riuscita a fare la semplice rappresentazione del modello industriale (il vederlo per televisione), in altri paesi del Terzo Mondo, specialmente africani, lo ha compiuto l' intrusione violenta di questo modello che ha sconvolto i forti ed insieme delicati equilibri su cui quelle società si sostenevano, rendendole invivibili. Sradicati nella loro stessa terra, resi eccentrici rispetto alla propria cultura, divenuti abitanti di sordide periferie dell'impero industriale, milioni di uomini del Terzo Mondo hanno cominciato a muoversi verso il Primo non avendo più senso rimanere nel loro. Ecco perché la questione dell'immigrazione è di una portata colossale. tale che non può essere risolta nè dal governo italiano, nè da Martelli, nè da Bossi. E neanche dagli svizzeri. Spalancare le frontiere non è possibile perché i paesi industrializzati non sono in grado di assorbire tutta l'immigrazione terzomondista, ne verrebbero travolti. Ma chiuderle totalmente, o anche parzialmente consentendo un'immigrazione, come si dice, mirata, rimanda solamente il problema perché alla lunga si creerà una tale pressione dei paesi del Terzo Mondo sui confini del Primo da rendere inevitabile, alla fine, uno scontro per la vita e per la morte. Ciò che sta accadendo fra Italia e Albania è solo il pallido annuncio di un'immane tragedia che rischia di travolgerci tutti, popoli ricchi e popoli poveri.

Italian Chinese (Traditional) English French German Portuguese Spanish

Cerca

Links