La volontà del popolo deve essere rispettata

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A quanto pare esisterebbe un veto, sia pur sotterraneo, sia pur “ confidenziale “, del Capo dello Stato, Oscar Luigi Scalfaro, a che esponenti dell'Msi entrino, come ministri, nel nuovo governo. Scalfaro, stando a quanto fanno trapelare le solite fonti “vicine al Quirinale“, accetterebbe esponenti di Alleanza Nazionale, oppure dei ”tecnici” di area, ma sarebbe preso da convulsioni al solo pensiero che al governo possano andare uomini del vecchio nucleo dell' Msi, perché considerati “fascisti”. A parte il fatto che di “fascisti” in senso proprio non ne esistono più, essendo il Pnf morto mezzo secolo fa, il veto di Scalfaro, sia pur sotterraneo, sia pur “confidenziale”, è assurdo, antidemocratico, incostituzionale. Alleanza Nazionale ha preso più del 13 per cento dei voti e i suoi elettori hanno il diritto, il sacrosanto diritto, di vedersi rappresentati da coloro che hanno votato e cioè da esponenti dell' M si perché Alleanza Nazionale -è inutile, da una parte e dall'altra, fare gli ipocriti- altro non è che il vecchio Msi con l'aggiunta di qualche opportunista, transfuga da altri partiti in disarmo, come il democristiano Publio Fiori. A differenza di Fiori i “vecchi” missini hanno almeno il pregio della coerenza e di una lunghissima militanza alI' opposizione, moralmente sono molto più accettabili di tutti i versipelle Fiori di questo mondo E comunque in queste cose vale unicamente il responso degli elettori: se gli elettori hanno dato fiducia ai missini, e anche a vecchi arnesi missini, è da questi che hanno il diritto di farsi rappresentare e non da similmissini o da pseudotecnici che servirebbero solo, secondo consueta ipocrisia italiana, come foglia di fico (che poi il professor Domenico Fisichella sia presentato come “tecnico“ fa solo sorridere chi conosca, almeno un poco, le vicende interne della Destra: Fisichella è un missino a tutto tondo, oserei dire che è un “fascista “ della più bell'acqua se questo termine avesse ancora un senso, in più, o in meno, rispetto agli altri missini ripudiati da Scalfaro e dall'ipocrisia nazionale, ha solo che è un docente universitario}. Se l' elettorato missino ha voluto i missini, i missini devono andare al governo insieme alle altre forze che hanno vinto le elezioni. Qualsiasi altra soluzione è un oltraggio alla volontà popolare, cioè alla democrazia. Ed è perlomeno curioso che il presidente della Repubblica, che delle regole democratiche dovrebbe essere il massimo custode, si impegni invece, in modo sotterraneo e “confidenziale” -il che è anche peggio di una presa di posizione netta ed esplicita- per aggi-rarle. Per sostenere, in qualche modo, questo veto assurdo, antidemocratico, incostituzionale, si dice che la presenza di ministri missini nel nuovo governo nuocerebbe alla nostra immagine internazionale e, in particolare, ai nostri rapporti con gli Stati Uniti, con conseguenze che potrebbero essere pesanti per l'economia italiana. È questa la tesi sostenuta con forza (ammesso che tale sostantivo possa attagliarsi all'ameba in questione) da Angelo Panebianco, un tipico esemplare di soccombismo intellettuale, morale e fisico nei confronti dell 'America, davanti alla quale, come dicono i lucchesi, è eternamente “a bucopunzoni”, il quale sul Corriere della Sera (1/5) riporta, preoccupatissimo, un titolo del New York Times: “I fascisti di nuovo al governo in Italia dopo cinquant'anni” e poi si chiede sgomento: “Come farà allora un Clinton o un qualunque altro capo di governo straniero in visita a stringere la mano al tale o al tal altro ministro missino?”. Sarebbe ora che le nostre classi dirigenti e i nostri intellettuali la smettessero di vivere in ginocchio davanti agli Stati Uniti e, più in generale, agli stranieri. Se gli italiani hanno scelto democraticamente le Destre, gli altri Stati, amici o nemici che siano, non debbono far altro che prenderne atto (come abbiamo sempre fatto noi con loro) rispettando la volontà del nostro popolo. Il discorso che faccio oggi per Fini and company lo avrei fatto ugualmente se fossero stati Occhetto e Bertinotti a vincere le elezioni. Ho trovato anzi offensivo, ed autoffensivo, che Achille Occhetto abbia sentito il bisogno di recarsi alla City londinese per presentare le proprie credenziali democratiche e liberiste. Ma quando mai una Thatcher o un Reagan o un Mitterrand o un Clinton sotto venuti da noi per legittimarsi ? La legittimazione gliel'aveva già data la loro gente.  Quando mai una Francia o un' Inghilterra o un 'America accetterebbero veti sulla composizione dei  governi democraticamente eletti? Gli italiani hanno il diritto di farsi governare da chi vogliono, si chiami Berlusconi o Bossi o Fini o Tremagia o Bontempo o Occhetto o Bertinotti o  Cossutta, se questa è la loro volontà liberamente e democraticamente espressa. Dobbiamo smetterla, a destra come a sinistra, di considerarci e eternamente sotto tutela, oltretutto da parte di chi non ha alcuna patente morale né democratica, per esercitarla. È significativo che proprio coloro che più in questi anni (per la verità esclusivamente in funzione antileghista), hanno battuto il chiodo dell'unità nazionale, della Patria, dell'ltalia “una ed indivisibile“, si mettano sotto i piedi ogni orgoglio nazionale al solo pensiero di poter dispiacere allo Zio Sam o alla City londinese o a qualunque altro grande manovratore del Dio Quattrino.

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