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Ma i veri eversori sono in Parlamento

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Il Pubblico ministero Gherardo Colombo verrà massacrato. È ciò che capita sempre a chi dice una verità a tutti nota ma da tutti tenuta nascosta. A chi osa gridare che «il Re è nudo». Adesso gli uomini politici fan le vergini dai candidi manti («sfondate di dietro ma sane davanti», come recitava. una vecchia canzone della goliardia) e si dichiarano «sconcertati e allibiti» (Pisapia), «esterrefatti» (Salvi), «terrorizzati» {Giovanardi), giudicano le parole del Pubblico ministero «irresponsabili» (Gargani), «ricattatorie» (Maiolo ), «farneticanti» (Salvi), «devastanti» (Mancino e Violante), e nei confronti di Colombo si invoca l'intervento del Consiglio superiore della Magistratura, del Procuratore generale della Cassazione, del ministro di Grazia e Giustizia Flick, del Presidente della Repubblica Scalfaro. E «l'espulsione dall'ordine giudiziario» (Neri), mentre l'ineffabile Maiolo chiede che il «Pool di Milano sia sciolto in quanto centro di eversione». Ma tutti sanno, e tutti sappiamo, che Gherardo Colombo ha detto solo la pura e semplice verità. La Bicamerale nasce da un patto scellerato fra maggioranza e opposizione per mettere definitivamente la mordacchia alla Magistratura, in modo che Mani Pulite non possa ripetersi mai più, e per salvare i ladri di ieri e di oggi con un'amnistia che verrà varata per santificare la nuova Costituzione. Solo questo importa ai nostri uomini politici, tutto il resto, vale a dire l'intera Bicamerale là dove non si occupa della «giustizia», è solo un pretesto per arrivare allo scopo. La prima Costituzione era nata dalla Resistenza, questa nascerà dalla corruzione. È un giusto ed esemplare suggello all'Italia dei nostri anni. Io non so se Gherardo Colombo, in quanto Pubblico ministero, potesse dire ciò che ha detto. E' vero che i magistrati, come ci insegnavano a Giurisprudenza, dovrebbero parlare solo «per atti e documenti», ma il brocardo si riferisce ai processi che essi stessi conducono e a quelli in corso presso altri (e in questo senso nella storia di Mani Pulite qualche sbavatura c'è stata e noi l'abbiamo denunciata), ma è molto dubbio che possa estendersi fino a limitare la libertà di manifestazione di pensiero dei giudici anche su realtà extraprocessuali.Ad ogni buon conto è vero come hanno dichiarato i presidenti di Camera e Senato, Violante e Mancino, che le affermazioni di Gherardo Colombo sono «devastanti». Ma noi vorremmo chiedere agli onorevoli presidenti di Camera e Senato se non considerino ancora più devastante la campagna di delegittimazione condotta, a partire dal febbraio '92, contro la Magistratura e le sue inchieste da parte della maggioranza degli uomini politici e da quotidiani, settimanali, televisioni di uomini politici per di più inquisiti. Si cominciò col decreto Conso che amnistiava i corrotti, si proseguì con quello, noto come «salvaladri», di Alfredo Biondi, si continuò con le ispezioni reiterate alle Procure di Milano, di Palermo, di Napoli e a quelle più impegnate ed esposte sul fronte della criminalità, si andò avanti con le indagini, i processi, le calunnie, le diffamazioni ad Antonio Di Pietro, che di Mani Pulite era stato eletto a simbolo, fino ad arrivare a dichiarare ogni giorno che quelle Procure e quei Pubblici ministeri erano e sono centri di attività politica ed eversiva, cercando così di togliere ogni credibilità alla Magistratura davanti agli occhi dei cittadini. E questo all'indomani di uno scandalo senza precedenti, in cui era venuta allo scoperto una corruzione politico-amministrativa-imprenditoriale immensa, capillare, sistematica, essa sì «devastante», che aveva inquinato interamente l'agone politico, il mercato del lavoro, le coscienze dei cittadini costretti a piegarsi e a vivere al margine. Di più. Si cerca di togliere credibilità, legittimità, autorità e mezzi alla Magistratura nel momento in cui quattro regioni del Paese sono sotto il totale controllo della criminalità organizzata, nelle strade di Napoli, antica capitale del Sud, c'è un assassinio al giorno, mentre la mafia estende i suoi tentacoli in tutto il Nord, mentre in una città come Milano non c'è negozio, ristorante, bar che non sia sottoposto al racket, e mentre l'industria dei sequestri, che esiste solo in Italia, imperversa e nessun cittadino può più sentirsi sicuro della propria vita, dei propri affetti, dei propri beni. In quest'Italia che presenta un volto così orribile, devastante, degradato, pauroso, l'unica preoccupazione della nostra classe politica sembra quella di «garantire» i criminali di ogni tipo, che hanno in mano più di mezzo Paese, e di punire i magistrati e gli organi di polizia giudiziaria che li dovrebbero perseguire. E allora, chiedo, chi sono i veri irresponsabili?

 


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