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L'Europa metta in isolamento l'Italia

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Sul Borghese del 13/2 scrivevo che la decisione dell'Unione Europea di sanzionare l' Austria perché in quel Paese si era formato n governo con la partecipazione al un partito considerato di estrema destra «Instaura un precedente pericolosissimo, che ci riguarda tutti. E se agli eurocrati di Bruxelles saltasse il ticchio di mettere gli stessi verboten a un governo guidato da Gianfranco Fini?». Pochi giorni dopo il cancelliere tedesco Gerhard Schroder dichiarava a Die Welt, con esplicito riferimento al partito di Fini, che «se i neofascisti tornassero nell'esecutivo a Roma, Europa dovrebbe intervenire». Verrebbe da dire a quelli del centrodestra: ben vi sta.Quando l'Unione europea, e con essa il governo italiano, ha preso l'inaudita iniziativa di sanzionare l' Austria, gli esponenti del Polo non hanno battuto ciglio, si sono appecoronati, non hanno difeso non solo Haider ma neppure i suoi diritti nè quelli dei suoi elettori. Si sono anzi accaniti sul reprobo. Fini dichiarò che Haider «è nazionalista e xenofobo». (Perché, il presidente di un partito che si chiama Alleanza nazionale, cos' è, antinazionalista?). E Berlusconi, con un riflesso tipicamente suo, ci tenne subito a far sapere che lui era stato invitato in Israele. Lo hanno fatto per viltà e opportunismo. Solo dopo le dichiarazioni di Schroder Fini si è indignato. Troppo facile, troppo comodo farlo quando si è colpiti, bisognava pensarci prima, quando a essere colpiti, in fondamentali diritti democratici, erano altri. Solo dopo i giudizi di Schroder Berlusconi si è messo a strillare che si trattava di una «inaccettabile interferenza negli affari interni di un Paese». Perché le sanzioni contro l' Austria che cos' erano? E Berlusconi, che vede comunisti dappertutto, non ha qualche responsabilità se poi c'è chi, mettendosi sulla stessa lunghezza d'onda catacombale, vede fascisti e nazisti dappertutto? Diceva il vecchio e saggio Nenni che quando ci si mette sulla strada delle epurazioni «si trova sempre qualcuno più puro di te che t' epura». E il più strenuo avversario della legge Scelba, che vieta la ricostituzione del Pnf (legge fascista, se ce n'è una) fu Palmiro Togliatti. Perché Togliatti sarà stato anche «doppio» ma, a differenza dei piccoli politicanti di oggi, era un uomo di grande intelligenza e capiva benissimo che quando si apre la caccia alle streghe si sa dove si comincia ma non dove si va a finire. Pessime sono state anche le dichiarazioni alla Camera del presidente del Consiglio, stolidamente applaudite da questa Destra imbesuita. Invece di limitarsi a respingere al mittente le dichiarazioni di Schroder, perché inaccettabili alla radice, D' Alema si è permesso di entrare nel merito dichiarando che «la Destra italiana non è neofascista». Non spetta al presidente del Consiglio dare patenti di democraticità a chicchessia. Ogni partito, per il solo fatto di essere legalmente presente sul territorio nazionale, e a maggior ragione se ha rappresentanza in Parlamento, ha diritto di cittadinanza democratica e, se acquisisce i consensi, necessari, diritto di governare. E' democratico nella misura in cui rispetta il metodo democratico, punto. Ma ancora più gravi sono state le  affermazioni di D' Alema quando ha detto che in fondo il Polo si era un po' meritato le minacciose reprimende di Schroder perché si è alleato con la Lega, lasciando così intendere che se le intimidazioni di Schroder avessero riguardato il partito di Bossi sarebbero state accettabili. Anche qui, nessuna obiezione da parte delle opposizioni. E allora di fronte a questa classe politica indecente, ignava e vigliacca, che, quando si tratta degli altri, calpesta stolidamente diritti e principi democratici che sono patrimonio di tutti e posti a difesa di tutti, verrebbe davvero voglia di prender per buona l'«ingerenza democratica» dell'Unione europea e di applicarla anche da noi. Perché in Italia, fra ex fascisti ed ex comunisti appena riverniciati, marxisti tuttora militanti, integralisti, cattolici e laici di ogni sorta e signori che son padroni di metà del sistema televisivo, se ne vedrebbero delle belle a voler applicare sul serio gli «standard democratici europei». Li hanno pretesi per l' Austria? Va bene. E allora via, via i D'Alema, via i Fini, via i Berlusconi, via i Bertinotti, via i Cossutta, via i Casini, via i Buttiglione. Via, via, non rispettano gli standard europei. Foera di ball.

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