You are here:   Home Archivio storico 2001 I meriti della Lega

I meriti della Lega

Stampa PDF

Negli ambienti politici, soprattutto di sinistra, ma anche, in parecchi casi, di destra, in quelli economici ed editoriali, sul Colle, in vasti settori dell'opinione pubblica italiana e in quasi tutta quella straniera, esiste la convinzione che la Lega sia un movimento poco presentabile e poco credibile, un partito di serie B di cui si può al più, e all'occorrenza, sfruttare i voti per formare questa o quella maggioranza, ma al quale non è decente né «politicamente corretto» affidare seri incarichi di governo.Si sta creando, sotterraneamente e col beneplacito un po' di tutti, una sorta di «conventio ad escludendum» che ricorda molto la truffa dell'«arco costituzionale» con la quale per quasi tutto il dopoguerra si tennero fuori dalla vita politica, come fossero degli appestati, gli uomini dell'Msi. Un arbitrio al quale, nel clima di retorico conformismo antifascista di quegli anni, pochi osarono reagire e, fra la gente che non era di destra, solo in due: Giampiero Mughini e io stesso.E' appena il caso di dire che ogni forza legittimamente rappresentata in Parlamento ha, quando ne abbia anche la forza, il diritto di ricoprire qualsiasi incarico di governo istituzionale, anche i più importanti e delicati. Questo vale per la Lega in Italia così come per Haider in Austria che dovette subire inique e grottesche sanzioni che poi l'Unione Europea, coprendosi di ridicolo, fu costretta a rimangiarsi.Ma la «conventio ad escludendum» nei confronti della Lega è particolarmente vergognosa e ingenerosa. Se infatti agli uomini dell'Msi, cioè agli eredi politici del Fascismo, dovevamo solo un regime liberticida e una sconfitta devastante, è invece per opera di Bossi e dei suoi se qualcosa è cambiato nel nostro Paese. Se non ci fosse stata la Lega non esisterebbe l'intera classe politica attuale. Non ci sarebbero i Ciampi, i Berlusconi, i Pera, i Dini, i Veltroni, i Rutelli, i Prodi, i Castagnetti, i Parisi, in quanto ai Casini, ai Mastella, ai La Loggia, ai Pisanu farebbero quello che facevano prima, i portaborse, mentre i Fini, i Gasparri, i La Russa, gli Urso, i Tajani starebbero dove stavano dieci anni fa: nel ghetto.E' stata infatti la Lega, con la sua poderosa avanzata agli inizi degli anni Novanta a portare il cambiamento nella palude consociativa italiana e a innescare quel processo che, anche attraverso inchieste della magistratura che allora, è bene ricordare anche questo, furono additate ad esempio in tutto il mondo occidentale, portò all'abbattimento della vecchia classe dirigente, partitocratica, corrotta, bancarottiera. Senza la scossa data dalla Lega avremmo ancora i Craxi, i Forlani, i Cirino Pomicino, i De Michelis, i Martelli, i Di Donato, i La Ganga, i De Lorenzo, i Poggiolini, le De Maria, i Mario Chiesa, i Mongini, quelli che lucravano sulla salute degli italiani, sugli aiuti al Terzo Mondo, sugli ospizi e sui vecchietti e persino sui cimiteri, sulle tombe e sui cadaveri.Si deve inoltre alla Lega se alcuni topos, come federalismo, statalismo, centralismo, devolution e anche, in parte, assistenzialismo e parassitismo, sono entrati nell'agenda di quasi tutta la classe politica che oggi si riempie la bocca della parola cambiamento senza aver contribuito, all'origine, a cambiare assolutamente nulla.Altri, è vero, più opportunisti, più astuti, più abili, più avvertiti, più esperti, con più mezzi, con organi di informazione compiacenti, hanno colto i frutti dell'albero che Bossi e i suoi leghisti avevano scosso costruendo dal nulla, e con le loro sole mani, senza appoggi, un grande movimento popolare. Ma che adesso che la Lega è in declino e non fa più paura, si pretenda addirittura di negarle quei posti di governo che legittimamente le spettano, in virtù della vittoria elettorale del centro destra ottenuta anche grazie all'apporto di Bossi, è davvero il colmo della protervia.

Italian Chinese (Traditional) English French German Portuguese Spanish

Cerca

Links