Le multe del sindaco: lucciole per lanterne

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Qualche giorno fa a un operaio cinquantenne «sorpreso in macchina con una prostituta», a Lentate sul Seveso, da due agenti della polizia locale è stata comminata una multa di 500 euro. La multa non era per «atti osceni in luogo pubblico» (un fatto che, tra l’altro, appartiene al penale e vuole un processo) perché i due erano vestiti e non erano ancora entrati in azione. Nè poteva essere contestato loro di intralciare il traffico, che è l’escamotage con cui in alcuni comuni si tenta di fare la lotta alla prostituzione, perché la coppia si era appartata in una stradina sterrata e isolata.

La colpa dell’uomo, meritevole di una sanzione salata, era puramente e semplicemente quella di essersi accompagnato con una prostituta. Lo stabilisce un’ordinanza del sindaco di Lentate. Ma in Italia la prostituzione non è un reato, nè per chi la pratica nè, tantomeno, per il cliente. E un’ordinanza comunale non può scavalcare la legge dello stato e il principio generale per cui «tutto ciò che non è proibito dalla legge è lecito». Come insegnano al primo anno di Giurispru- denza le norme hanno una gerarchia: i regolamenti devono subordinarsi alle leggi e queste ai principi costituzionali. Male ha fatto quindi il povero operaio, con quell’atteggiamento da «suddito» che ormai noi tutti stiamo assumendo in questa bella democrazia illiberale, a suppli- care gli agenti «giurando che era stato un momento di debolezza e che non ci sarebbe cascato più».

Era nel pieno diritto di fare quello che stava facendo. L’operaio, che è di Como, ha anche cercato di giustificarsi dicendo che non era al corrente di quella ordinanza del sindaco di Lentate. Ora, è vero che l’ingoranza della legge «non excusat», ma se i sindaci vanno avanti di questo passo a mitragliare ordinanze, oltretutto in contrasto con le leggi dello Stato, fra poco potremo girare in Italia solo se muniti di un’Enciclopedia Treccani di tutti gli svariatissimi regolamenti comunali. Ma la sconcertante oridnanza del sindaco di Lentate suggerisce anche altre considerazioni. Chi stabilisce che la donna che è con me in macchina è una prostituta? Non esiste uno schedario come ai tempi dei casini. Ciò vuol dire che se io mi bacio in macchina con la mia fidanzata, lei, per evitarmi la multa, dovrà dimostrare, non si sa bene in che modo, di non essere una puttana? Infine, stiamo andando sempre più verso un doppio diritto, uno per i poveracci l’altro per «lorsignori». I poveracci non possono più nemmeno andare a prostitute, «lorsignori» invece sì purché si chiamino escort.

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