TV e potere: il digitale guastafeste

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Ho l'impressione che l’avvento del digitale terrestre segnerà la fine dell’enorme potere di influenza che la tv ha avuto sui costumi, gli stili di vita, la cultura, la politica, la morale. Qual è infatti la prerogativa che ha reso la tv il media più potente che esista il cui controllo è decisivo per le classi dirigenti di ogni Paese? Il fatto che ‘fa vedere’? No, anche il cinema ‘fa vedere’ e non ha avuto la stessa influenza. Il fatto decisivo è che la tv è piazzata in casa nostra ed è quindi ineludibile. Con le tv generaliste ci trovavamo tutti a vedere, più o meno gli stessi programmi, soprattutto quelli di maggior successo anche se non ci garbavano, perché sapevamo che la maggioranza li seguiva e sottrarsi voleva dire tagliar fuori dalla società (è il problema che si sono posti molti genitori: gliela faccio vedere e lo rincretinisco o non gliela faccio vedere e lo rendo uno spostato).

Ecco perché i personaggi della tv, che magari non valevano un picchio, che erano dei mediocri, degli ‘every man’ per dirla con Eco, sono diventati delle star conosciutissime con un grande potere di influenza sull’opinione pubblica e programmi demenziali, poniamo i ‘reality’, sono visti praticamente da tutti. Ma col digitale l’offerta si amplierà a dismisura e la scelta, con l’acquisto del decoder (ce ne sarà uno per la Rai, uno per Mediaset, uno per Sky, uno per La7, uno per Vattelapesca e così via) sarà fatta a priori e non a posteriori, come ora, differenziando così grandemente il pubblico.

Non ci saranno più personaggi e programmi ineludibili, perché seguiti dalla stragrande maggioranza, che vedranno quindi diminuito in proporzione il loro potere d’influenza. Inoltre penso che questa faccenda del decoder diminuirà, nonostante l’aumento dell’offerta, l’audience complessiva. Perché in molti rinunceranno ad acquistarlo: per pigrizia, per ignoranza dei meccanismi, perché costa o anche per disinteresse. Quando apparve la tv in Italia, a metà degli anni ’50 era un fatto così nuovo e sconvolgente che nessuno avrebbe rinunciato ad averla o comunque, agli inizi, perlomeno a vederla, magari andando a casa degli amici o scendendo giù al bar (qualcuno ricorderà il clamoroso successo di ‘Lascia o raddoppia’ su cui Mike vive ancora adesso).

Ma oggi la tv non è più una novità (lo è semmai Internet) e se non dovesse essere più il centro di ogni attenzione, ma frantumarsi in mille rivoli, si può fare anche a meno. Se così dovesse andare, e il mio non fosse solo un ‘wishfull thinking’, non potremmo che esserne contenti. Perché la tv, dopo la mitica stagione di Ettore Bernabei, ha distrutto la cultura, l’etica, la politica del nostro paese creando un’unità nazionale basata sulle sciocchezze la volgarità e la mediocrità.

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