Controrisposta di Alessandro Sallusti

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Che brutta cosa apprendere che la difesa servile di John Woodcock è tutta, ma proprio tutta, farina del tuo sacco. Già questo per me è un colpo al cuore, il duello l’hai già vinto. Ma lasciami dire un’ultima volontà. Almeno nella tua difesa, unica in Occidente e al limite dell’esaltazione, che anni fa avevi fatto del capo talebano mullah Omar c’era qualche cosa di bastiancontrario folle ed eroico che appartiene alla tua storia. Ma il tuo amico John no, non è un rivoluzionario, studialo bene e vedrai che alla fine converrai che non meritava la tua penna, resta indipendente e non farti arruolare nel partito dei magistrati traffichini. Verrebbe da dirti, ti perdono perché “omnia munda mundis”. E tu sei “mundus”, cioè puro, al punto che hai scelto per il duello l’arma – la pistola – a te più sconveniente. Potevi sfidarmi sui libri letti (e scritti), sul quoziente intellettivo, pure sul fascino e avresti vinto facile. Per sparare non ci vuole testa ma occhio, in questo sono meno acciaccato di te. Non avresti scampo. Controproposta: facciamola fuori davanti a una bottiglia di buon vino. Perché “in vino veritas”, e lì cadrai. Ne sono certo.

Alessandro Sallusti

Il Giornale, 30 giugno 2017

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