Con riferimento alla lettera scritta da Mario Lops http://luckyactors.wix.com/milano
Conosco molto bene il bar di Mario, di cui sono un abituale frequentatore. Non ha niente a che vedere con la movida omologata di Corso Como. E' un bar particolare dove si radunano persone delle più diverse estrazioni sociali e di tutte le età, a cui Mario in questi anni ha dato un tono culturale, privo di ogni snobismo, sia collegandosi al vicino Smeraldo di Longoni sia con iniziative personali teatrali e musicali che hanno ottenuto un notevole interesse.
In sintesi il bar di Mario - che è anche uno dei pochi tabacchi aperti la notte - appartiene a quella tipologia in via di estinzione di luoghi che danno un tono a questa città sempre più spersonalizzata e priva di centri di raccolta spontanei (dai negozietti ai piccoli spacci alimentari, alla merceria ecc...che stanno sparendo in favore delle grandi organizzazioni commerciali).
Caro Pisapia, tu ti ricorderai certamente di me perché sono stato allievo di tuo padre e perché in seguito ci siamo visti in varie occasioni. Non so se questa lettera di Mario e la mia plaidoyer ti arriveranno in tempo utile. Se così fosse, ti pregherei di interessartene perché in gioco non c'è solo il lavoro di un ragazzo che per sei anni ha lavorato in una situazione oggettivamente impossibile ma anche un piccolo pezzo della 'nostra Milano'.
Grazie per l'attenzione.
Massimo Fini
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