Saggi

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La guerra democratica (Chiarelettere - 2012 )

«Non si tratta di essere contrari alla guerra ma di essere contro la guerra, tecnologica e impersonale, che l'Occidente muove agli altri mondi. Spesso senza neanche dichiararla e nascondendo bombardamenti, incursioni a terra e torture dietro slogan come "missione umanitaria in favore della democrazia".»

 

Senz'anima (Chiarelettere - 2010)

«Vorrei essere un talebano, un kamikaze, un afghano, un boat people, un affamato del Darfur, un ebreo torturato dai suoi aguzzini, un bolscevico, un fascista, un nazista. Perché più dell’orrore mi fa orrore il nulla». Sono parole tratte dal nuovo libro di Massimo Fini (Senz’anima, Chiarelettere pagg. 472, euro 15), uno zibaldone di articoli degli ultimi trent’anni (1980-2010). Una vera e propria storia d’Italia, vista dalla particolarissima prospettiva di Fini. Senz’anima è il nostro Paese, in preda agli aspetti deleteri della modernità.

 

l ribelle dalla A alla Z (Marsilio - 2006)


Dopo gli straordinari pamphlet che, accolti con entusiasmo dal pubblico, hanno segnato il suo ingresso nel nuovo millennio - da Il vizio oscuro dell' Occidente a Sudditi - Massimo Fini da forma al suo sistema di pensiero e ordina la sua Weltanschauung, sottolineandone l'intrinseca coerenza ideale. Costruito per voci come un'enciclopedia o un dizionario, questo libro è davvero la summa del Fini pensiero, della sua insofferenza verso i miti e gli stereotipi del Moderno, della sua professione di antagonista. Il risultato è un limpido e appassionante ritratto del ribelle, questo protagonista del nostro tempo, che, tanto più combatte come un Don Chisciotte contemporaneo, tanto più incanta e seduce chiunque lo incontri. Naturalmente il ribelle deve essere tale, almeno in una certa misura, anche a se stesso. E così Fini per chiarire il suo pensiero evoca anche la propria esperienza, il suo mestiere di giornalista, le sue passioni di inviato e scrittore.
"Fatte tutte le debite proporzioni - ha scritto - è il mio Ecce homo"

 

Sudditi. Manifesto contro la Democrazia (Marsilio - 2004)


Manifesto contro la Democrazia
Per la nostra cultura la democrazia è "il migliore dei sistemi possibili", un valore così universale che l’Occidente si ritiene in dovere di esportare, anche con la forza, presso popolazioni che hanno storia, vissuti e istituzioni completamente diversi. Fini demolisce questa radicata convinzione. Il suo attacco però non segue le linee né della critica di sinistra, che addebita alla democrazia liberale di non aver realizzato l’uguaglianza sociale, né di destra che la bolla come governo dei mediocri, ma aggredisce il sistema dal suo interno. La "democrazia reale", quella che concretamente viviamo, non corrisponde a nessuno dei presupposti su cui afferma di basarsi. È un regime di minoranze organizzate, di oligarchie politiche economiche e criminali che schiaccia e asservisce l’individuo, già frustrato e reso anonimo dal micidiale meccanismo produttivo di cui la democrazia è l’involucro legittimante. Corrosivo e inquietante, Sudditi invita a rivedere certe nostre confortanti certezze, a considerare la situazione paradossale e umiliante del cittadino democratico e, più in profondità, a riflettere sulla condizione dell’uomo contemporaneo.

 

Il vizio oscuro dell'occidente. Manifesto dell'Antimodernità (Marsilio - 2002)


L’11 settembre ha inaugurato una nuova era, quella del "terrorismo globale", conseguenza logica, e prevedibile, della pretesa dell’Occidente di ridurre a sé l’intero esistente. Ma il "migliore dei mondi possibili" si rivela un modello paranoico, basato sull’ossessiva proiezione nel futuro, dove l’individuo non può mai raggiungere un punto di equilibrio e di pace. Nella ricerca inesausta del Bene, anzi del Meglio, l’uomo occidentale si è creato il meccanismo perfetto e infallibile dell’infelicità. E lo sta esportando ovunque. Il "terrorismo globale" non farà che confermare e rafforzare il delirio occidentale dell’unico modello mondiale. E lo scontro del futuro non sarà più fra destra e sinistra, fra un liberalismo trionfante e un marxismo morente - due facce in realtà della stessa medaglia - ma non sarà nemmeno uno "scontro di civiltà", perché, inglobando, ghettizzando, distruggendo, alla fine ne rimarrà una sola: la nostra. Ma è al suo interno che avverrà lo scontro vero, il più drammatico e violento: fra i fautori della modernità e le folle, deluse, frustrate ed esasperate, che avranno smesso di crederci.

 

ll denaro "Sterco del demonio" (Marsilio-  1998)


Cos’è il denaro? Quando e perché è nato? Il denaro è una logica affascinante ma tremendamente insidiosa che ha finito per soggiogarci e determinare gli stili, i ritmi, le modalità e gli scopi della nostra vita, disegnando prospettive inquietanti. Se dal punto di vista individuale il denaro è un credito, preso globalmente è un debito sempre più colossale che stiamo accumulando col futuro. È una scommessa continua su se stessa, cioè sul vuoto. Fino a quando potrà durare il gioco? Il libro di Massimo Fini è da un lato una storia del denaro, rigorosamente documentata, dall’altro è un attacco radicale alla società contemporanea di cui il denaro, col suo abnorme sviluppo, è insieme metafora e concretissimo strumento.

 

Il conformista. Contro l'anticonformismo di massa (Mondadori Marsilio - 1990)

«Massimo Fini ha raccolto molti dei suoi saggi polemici sui problemi più scottanti del momento, e li ha titolati "Il Conformista"... Fini viene da lontano. Non soltanto come maestria di scrittura, ma anche per ricchezza di esperienze... Ha le mani pulite. Non rispetta le regole. Non sta al gioco. Gliela faranno pagare calando su di lui una coltre di silenzio: da quando i roghi non esistono più, è la sorte che attende i conformisti che non si conformano. (Indro Montanelli)

 

Elogio della guerra (Mondadori Marsilio - 1989)


La guerra: le sue funzioni, le sue ragioni, le sue pulsioni, la sua moralità. Per migliaia di anni è stato un evento fondante per gli uomini e per i popoli, ha creato e distrutto equilibri, ha determinato il ruolo degli Stati e delle Nazioni e i loro rapporti di forza, ha marchiato il nostro modo di essere, ha contribuito a formarci. Poi, con la Bomba e il ricatto atomico incrociato, la guerra è diventata il tabù dei tabù.
Oggi, con le drammatiche vicende in corso, la guerra ribussa alle nostre porte, torna di attualità. E torna di attualità anche questo pamphlet di Massimo Fini, apparso una prima volta quattordici anni fa quando la guerra non solo sembrava impossibile ma era addirittura impensabile.

 

La ragione aveva torto? (Marsilio - 1985)



Pubblicato per la prima volta nel 1985 La Ragione aveva Torto? è, a suo modo, un libro profetico.
Sottoponendo a una critica radicale la società uscita dalla Rivoluzione industriale e sostenendo, con un raffronto serrato col passato, che l’uomo occidentale si è creato un mondo ancor più invivibile di quello da cui, con l’ottuso e pericoloso ottimismo di Candide, aveva voluto sfuggire, l’autore avanza dubbi che, un tempo negati e rimossi, sono oggi penetrati profondamente nella pelle della gente. Opera fondante nel pensiero di Fini, La Ragione aveva Torto? è alla radice di tutti i suoi saggi successivi fino all’ultimo, fortunato pamphlet, Il vizio oscuro dell’Occidente. Manifesto dell’Antimodernità.

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