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Achtung! Fra poco dovremo diventare tutti vegani o quantomeno vegetariani. Secondo il sito americano Vox, che il giornalista del Corriere.it Gianluca Mercuri definisce “raffinatissimo e di tendenze molto progressiste”, le tasse sulla carne dovrebbero essere aumentate in modo tale che pochissimi potrebbero permettersi il lusso di questo cibo.

Nelle libere democrazie non si può far più nulla, non si può più bere, non si può più fumare se non con sigaretta elettronica (se non ci fosse di mezzo un ‘de cuius’ mi sbellicherei dalle risa alla notizia del primo morto per uso di questo sostituto delle vecchie, care Gauloises o Camel  o Stuyvesant), non si può più scopare perché dopo #meetoo avvicinare una donna è diventato pericolosissimo, a meno che non si abbia novant’anni com’è accaduto a Parigi e allora si gode della pietas generale, e adesso non si può più nemmeno mangiare una cotoletta alla milanese.

Naturalmente la proposta di quelli di Vox, non per nulla sono “raffinatissimi”, non è priva di argomentazioni anche serie: la sofferenza di bovini, suini, polli ‘stabulati’ sotto i riflettori 24 ore su 24 per farli crescere di più e più in fretta cosa che causa a questi animali patologie tipicamente umane, disturbi cardiovascolari, infarto, diabete, depressione. Violenza che anch’io, che pur non sono “raffinato” come quelli di Vox, denuncio da anni pronunciandomi a favore della più cruenta ma più onesta corrida, con grande scandalo di questi stessi animalisti, ambientalisti e ultraprogressisti. Questi animali dovrebbero essere mandati all’alpeggio, come si fa tuttora in Svizzera, o allo stato brado, come in Corsica, evitando non solo le loro sofferenze, ma a noi di mangiare carne malata di animali malati cosa che certamente ci fa più male che fumarci qualche sigaretta in santa pace.

Ma dove casca l’asino di questi ambientalisti Khomeinisti e ultraprogressisti? Sta nell’osservazione che la giornalista del Corriere Sara Gandolfi, ma certamente non solo lei, fa sul riscaldamento delle terre emerse: “la temperatura dell’aria sulle terre emerse ha raggiunto circa 1,5°C in più rispetto all’era preindustriale, il 13% di CO2, il 44% di metano e l’82% di protossido di azoto, a causa dell’agricoltura, silvicoltura e altri usi intensivi del suolo”. Insomma la colpevole è la mucca che, com’è stato sostenuto in tutta serietà, con le sue scoregge al metano inquinerebbe l’intero pianeta. Nemmeno un accenno invece si fa mai, tanto meno da parte dei “raffinatissimi” di Vox, alla produzione industriale propriamente detta che è la principale responsabile dell’aumento di CO2 nell’aria e nel suolo. Non se po’ fa, disturberebbe il manovratore (non per nulla tutti questi aumenti sono posteriori alla rivoluzione industriale e metterebbero in discussione l’intero nostro modello di sviluppo e persino l’Illuminismo che l’ha razionalizzato e legittimato).

Non manca nello j’accuse di Vox l’argomentazione salutista: gli obesi che sono tali a causa dell’abuso di carne per il loro scellerato piacere. “Chi vuol esser obeso sia, di diman non c’è certezza”.

Massimo Fini

Il Fatto Quotidiano, 27 agosto 2019