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Adesso le toghe sono "rosse" non solo quando inquisiscono Berlusconi o Previti o qualche altro esponente della Casa delle libertà, ma anche se osano procedere nei confronti dei cittadini americani sospettati di aver omesso dei gravi reati in Italia. A proposito dell'inchiesta che i PM milanesi, Armando Spataro e Ferdinando Pomarici, stanno conducendo nei confronti di 22 agenti della Cia, accusati di aver sequestrato a Milano l'egiziano Abu Omar e di averlo poi trasportato, passando per la base extraterritoriale di Aviano, al Cairo, consegnandolo alle autorità di quel Paese e alle sue prigioni, dov'è stato torturato, il ministro della Giustizia, Roberto Castelli , il cui Ufficio è stato interpellato dalla magistratura milanese per una richiesta di estradizione dei 22 ha rilasciato tre dichiarazioni una più grave dell'altra. 1) "È noto che Spataro è un magistrato militante e da sempre e io sono autorizzato a pensare che nei confronti dell'America non sia poi così imparziale. Stiamo verificando il suo teorema..." 2) "Stiamo esaminando le carte e io dico che il ministro deve decidere anche sulla fondatezza delle accuse. Dobbiamo capire cioè se il teorema è fondato o se è legato a una sorta di antiamericanismo che attraversa la sinistra" 3)In riferimento poi al fatto che Spataro ha partecipato, come elettore, alle "primarie" dell'Unione il ministro ha affermato. "Ognuno è libero di fare quello che vuole ma poi deve accettarne le conseguenze", lanciando quindi un pesante ammonimento ad altri magistrati che volessero seguirne l'esempio. Il procuratore generale di Milano, Manlio Minale, ha fatto notare come le decisioni di Spataro e Pomarici "siano pienamente condivise da tutto l'ufficio della Procura e tutte confermate nella loro fondatezza dal Gip in sede del Tribunale del riesame" e ha sottolineato che Spataro sarà coordinatore all New York University di uno studio sul terrorismo internazionale. Ma i punti non sono nemmeno questi. Il ministro Guardasigilli, invece di tutelare la Magistratura italiana, com'è suo dovere, compito e funzione, delegettima gravemente un Pubblico ministero impegnato da anni sul fronte del terrorismo internazionale. Il ministro ritiene di poter entrare nel merito di un'inchiesta in corso e questo è inammissibile perché lede l'indipendenza della Magistratura, sancite costituzionalmente, e la riporta sotto il diretto controllo del Governo com'era durante il fascismo. In relazione alle richieste di estradizione il Guardasigilli può solo valutarne l'opportunità politica ma non può in alcun modo entrare nel merito della fondatezza delle indagini. Non risulta da nessuna norma, né costituzionale né ordinaria, che i magistrati abbiano perso il diritto di votare e di elettorato passivo. Le minacce di Castelli nei confronti di Spataro - e, attraverso Spataro, a tutti i magistrati - sono di una gravità senza precedenti, perché tendono a limitare quello che, in democrazia, è uno dei diritti fondamentali del cittadino: il diritto di votare per chi gli pare. Più in generale ci troviamo di fronte a un ministro della Giustizia che invece di agevolare il lavoro della Magistratura, com'è suo dovere, compito e funzione, cerca, da anni, da quando ha assunto questa delicatissima carica, di ostacolarlo in tutti i modi. Delegittimare poi un magistrato che si occupa di terrorismo internazionale, e quindi esposto in modo particolare, significa, di fatto, mettere in pericolo la sua vita. È vero che in Italia esiste un antiamericanismo di maniera, ma esiste anche un americanismo così appiattito sugli Stati Uniti, che, per quanto alleati, restano uno Stato straniero, da risultare antinazionale e quasi eversivo.