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Marina La Rosa, una delle protagoniste del Grande Fratello, di cui si sono celebrati ieri gli ultimi fasti, dopo aver partecipato come primadonna al Costanzo show, aver posato come modella per Max e Panorama, è stata ingaggiata da Mediaset per un ruolo nella soap opera Vivere e più avanti, girerà un vero e proprio film per la Filmauro. Intanto gira con una macchina con autista, alloggia nella suite reale dell'Hotel Principe di Savoia di Milano e ha, dicono, milioni di fan. È' diventata una «star multimediale», come scrive Panorama È' la prova provata, la dimostrazione «in vitro», che nell'era della tv «matura» non ci vuole alcuna qualità o talento per fare mestieri che un tempo avevano a che fare con l'arte o quantomeno con l'artigianato, come per esempio l'attore. Non perché Marina La Rosa non possa avere, in teoria, delle qualità e dei talenti per essere donna di spettacolo, ma perché è già modella, attrice e star senza aver dovuto dimostrare di averne le capacità, senza avere alle spalle alcuna gavetta o training. O, ad essere più precisi, il suo training, come ci informa Panorama, è questo: «Ha frequentato Nino Frassica, è stata fidanzata con l'attore Lorenzo Crespi e ha conosciuto più o meno bene cantanti famosi come Vasco Rossi». Adesso Sabrina Ferilli, accoppiata a Marina La Rosa in un servizio di Panorama, protesta e dice: «io non ho nulla a che fare con quella. Io sono un'attrice». Si sbaglia. La Ferilli è stata prodotta dallo stesso meccanismo che ha messo in orbita Marina La Rosa. La sola differenza è che nel caso di Marina La Rosa il meccanismo è stato messo a nudo e reso evidente. Sabrina Ferilli, Monica Bellucci, Valeria Marini, Eleonoire Casalegno, Alessia Merz e tutte le altre non sono delle attrici, tantomeno delle artiste, e nemmeno delle artigiane dello spettacolo, sono solo dei «personaggi» che il sistema multimediale, se lo vuole, può imporre in qualsiasi momento, ma che sostanzialmente non sanno far niente. Sono delle «star multimediali», come Marina La Rosa. Diciamo che l'esempio più famoso ed eclatante di questo nuovo genere di protagonisti dello spettacolo è Madonna: non sa cantare, non sa ballare, non sa recitare ma è una «star multimediale» di rango internazionale. Un tempo un fenomeno del genere sarebbe stato impensabile e impossibile. Anche la più modesta delle soubrettine aveva alle spalle una gavetta e un training. Raffaella Carrà è stata ritenuta, per anni, uno dei livelli più bassi del mondo dello spettacolo. Ma la Carrà, prima di diventare una protagonista televisiva, ha studiato recitazione, ha studiato dizione, ha studiato danza e ha imparato a ballare, se non per andare alla Scala perlomeno per stare su un palcoscenico, è andata negli Stati Uniti, ha lavorato a fianco di Frank Sinatra. La Carrà sta alla Ferilli o a Marina La Rosa, come Shakespeare sta a Japino. Se poi torniamo ancora più indietro nel tempo, quando la Tv era agli albori, e pensiamo, poniamo, a Franca Valeri, che sapeva interpretare uno sketch, fare un siparietto, divertire il pubblico con piccole performance che erano intelligenti notazioni di Costume, l'abisso è ancora più evidente. Marilyn Monroe era una grandissima star, ma per essere elevata a star aveva dovuto imparare a fare il lavoro dell'attrice. Brigitte Bardot non aveva solo il musetto più grazioso del suo tempo e le gambe più belle di ogni tempo, che mostrava con generosità, aveva fatto innanzitutto, prima di diventare BB, cioè quella che oggi si chiamerebbe una «star multimediale», la gavetta come attrice e in alcuni film, per esempio La verità di Clouzot, è stata un'ottima attrice. A Rosanna Schiaffino ho visto far ripetere ventitrè volte la stessa scena. La rappresentazione non poteva scendere sotto certi standard, perché il pubblico, per quanto bella potesse essere l'interprete, si sarebbe messo ad ululare. Adesso Marina La Rosa diventa attrice al primo ciak, anzi senza aver fatto nemmeno un ciak. Com'è possibile che sia accaduto tutto questo? È stato possibile perché la massa del pubblico non è più in grado di distinguere fra un buon spettacolo e uno pessimo, fra chi è un'attrice (o un attore) e chi non lo è. Oggi sapere fare qualcosa di specifico, almeno dei numeri da circo come la vecchia e cara Moira Orfei, non è più importante. Importante è essere delle «star multimediali». E chiunque può diventare una «star multimediale», basta avere dei passaggi sui multimedia. Non c'è altro obbligo, non c'è altra qualità, non c'è altro talento, non c'è altra bravura. Come dice la vicenda di Marina La Rosa. E questo è l'insegnamento più profondo che ci viene da quel gioco molto sofisticato che è il Grande Fratello che,  con una sorta di perfidia e persino di autoperfidia, ha  voluto mettere le carte in tavola una volta per tutte: oggi il potere è della banalità. Non solo nel mondo dello spettacolo.