0
0
0
s2smodern

E' convinzione diffusa in molti ambienti politici, giornalistici, intellettuali che la magistratura italiana, cambiato il vento, punti ora sulle “piste rosse” (inchieste sull'”affaire Mitrokhin”, su Telecom su Telekom Serbia), così come prima, teleguidata dalla sinistra, indagava principalmente a destra. E' una concezione devastante dei rapporti fra Magistratura e potere politico che fa saltare tutti i presupposti dello Stato democratico e liberale basato, secondo i dettami di Montesquieu, sulla rigida separazione dei poteri.Perché delle due l'una. O questa convinzione corrisponde alla realtà e allora avevano ragione i brigatisti rossi quando, negando l'indipendenza e l'imparzialità della Magistratura italiana, si dichiaravano “prigionieri politici” e quindi chi ha questa convinzione dovrebbe, per coerenza, lasciare i propri posti, magari istituzionali, per darsi alla macchia e alla guerriglia perché vivremmo non in uno Stato democratico ma fascista dove il potere giudiziario è alle dipendenze di quello politico e la giustizia è una favola borghese. Oppure quella convinzione è falsa e chi se ne fa portatore è un irresponsabile perché una tale delegittimazione della Magistratura ha conseguenze pesantissime sull'intera convivenza sociale.”Mani pulite”Il malvezzo di accusare la Magistratura italiana di agire per fini politici e non di giustizia cominciò, passata l'euforia, soprattutto popolare, dei primi due anni, all'indomani delle inchieste “Mani pulite” che, è bene ricordarlo, operarono a 360 gradi, inquisendo tutte le formazioni politiche, che risultarono tutte implicate nel racket delle tangenti e dei ricatti, anche se non arrivarono a colpire i segretari del Pci-Pds a differenza di quanto era avvenuto con altri partiti. Poiché Occhetto e D'Alema non erano stati incriminati e poiché in seguito fu inquisito anche l'onorevole Berlusconi per la sua attività di imprenditore, il centro destra cominciò a gridare che le inchieste del Pool di Milano erano una “combine” fra magistrati e sinistra.Che la sinistra abbia strumentalizzato le inchieste di Milano, o di Palermo, per colpire i propri avversari politici é fuori discussione. Ma questa è cosa diversa dal dire che i magistrati hanno agito alle dipendenze della sinistra, o di parte di essa, o anche solo per compiacerla, perché in questo caso saremmo in presenza di un colpo di Stato o comunque di una gravissima violazione dei doveri del proprio ufficio e i vari Borrelli, Colombo, Davigo, Boccassini, Caselli non dovrebbero stare al posto dove stanno ma essere trascinati in giudizio ed essere sbattuti, se trovati responsabili, in carcere.StrumentalizzazioneAllo stesso modo è inconcepibile che ora alcuni esponenti della sinistra, come Folena o Crucianelli, facciano capire che le inchieste sull'”affaire Mitrokhin” o sulla Telecom o sulla Telekom Serbia avvengono non perché sacrosante ma per compiacere i nuovi padroni del vapore per cui delle “toghe azzurre” avrebbero soppiantato quelle “rosse”.Che una classe dirigente, non importa se di destra o di sinistra, anzi di destra e di sinistra insieme, abbia una tale sfiducia nella Magistratura è devastante. IstituzioniPerché se la classe dirigente di un Paese è la prima a non credere alle proprie Istituzioni, alle proprie leggi e ai magistrati che devono applicarle, con quale autorità, con quale efficacia, con quali mezzi potrà imporre il rispetto di quelle stesse leggi e di quei magistrati ai cittadini comuni e in particolari agli strati più emarginati della popolazione, agli immigrati, ai poveracci, ai banditi da strada, ai disoccupati, agli operai di Porto Marghera, agli anti Global, (la famosa “tolleranza zero”) che da una disgregazione istituzionale del sistema hanno da perdere per dirla con Marx, solo le proprie catene?Il magistrato è come l'arbitro di una partita di calcio. Il suo operato può e, se del caso, deve essere criticato. Dell'arbitro si può dire che sbaglia, che ci vede male, che è un incapace, ma se si afferma che è corrotto, pagato dalla squadra avversaria, come da troppo tempo si fa con i magistrati italiani, saltano tutte le regole e la partita finisce in una zuffa. Fuor di metafora: salta il patto sociale che tiene insieme una comunità.